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Mi ritrovai al calar del sole in uno scenario di grosse pietre conficcate nel terreno per lunghe e svariate file: ero a Carnac. Più il tempo passava e più l’emozione si faceva forte: le ombre si allungavano, il buio saliva dal terreno e il cielo dell’Atlantico basso e luminoso mandava gli ultimi bagliori. Sdraiato al suolo un senso di sgomento mi pervase: questi fantasmi radicati al buio della TERRA si ergevano come giganti verso la luce del CIELO capaci di evocare il profondo senso del mistero”.

Aurelio Nordera, 1988

"Caro Aurelio, stamattina uscendo di casa m'è venuta un'idea che ti sottopongo. M'è venuta perché ho visto pendere sui tetti, nello scorcio lasciato libero dalle case, un grande spicchio di luna. Allora ho associato l'immagine ai tuoi veli, alle pietre di fuoco, alle vesti volanti, e mi sono chiesto se tu non possa modellare la faccia del cielo... che ne dici?". 
Francesco Bartoli, 1992

 

"Nordera sembra anelare un'espressione artistica antica e nuova insieme; tanto ricca di motivi e risonanze culturali ed esistenziali, quanto semplice e spoglia nel puro modulo linguistico. Nordera è uno di quei rari uomini puri, dal cuore forte, e dalla sincera poesia negli occhi dell'anima". 
Gian Maria Erbesato, 1998

  

 

Turbine bozzetto foto Vito Magnanini"Tùrbine si erge come porta della città creando un’atmosfera scenica in completa armonia con il paesaggio naturale e urbano circostante. Visivamente l’opera esprime un’energia aerodinamica che mentre si avvolge verso il cielo si radica profondamente nella terra”.

Aurelio Nordera, 2010

nordera informe 1991
L’aspirazione alla volatilità è il lievito sottile dell’ultima produzione di Nordera. Del corpo umano, antica ossessione dell’artista, resta uno spolverio di parvenze, uno stillicidio di forme in procinto di sfarsi. Dissolta la carne, rinnegato il soma, il viaggio verso la dimensione uranica ha i contrassegni della danza”.

Umberto Artioli, 1989

nordera sindone 1997
La tensione verso la soglia del visibile trova uno dei momenti più avvincenti nell’immagine della “Sindone”, in cui la corporeità della materia si assottiglia fino al punto di offrirsi come superficie del silenzio interiore, luogo di ricerca spirituale, dove il mistero del sacro è segreta identità della luce che solo la leggera modulazione della superficie rende percepibile…

Claudio Cerritelli, 2004

nodera controvento 3
Messaggere d’amore o vergini che l’amore lo sognano i soggetti femminili sono metafore della scultura, il traslato vela e svela la confessione di una vocazione a penetrare il mistero del creato, a trarne una forma che non contraddica lo spirito che agita la creazione artistica”.

Renata Casarin, 1996